Se Abbiamo il Mal di Schiena non è colpa del Tempo che Cambia

Il freddo, l'umidità, la variazione della pressione barometrica, sono tutti ritenuti cause dei dolori alla schiena, ma non sempre è così, possiamo soffrire di dorsalgia. Secondo un recentissimo studio del George Institute for GlobalHealth dell’Università di Sydney (Australia), non esiste nessun legame tra variazioni meteo e dorsalgia. 

Le cause invece sono da ricercare nella sedentarietà e cattive posture, nell'artrosi e, qualche volta, in problemi dei dischi intervertebrali. In tutti i casi la prevenzione è d’obbligo Se non basta, le cure più adatte possono ridare elasticità alla schiena. Il primo step: capire l’origine del dolore e passare poi alle cure adatte.

Cattiva postura e mal di schiena


In questo caso il dolore si manifesta soprattutto a fine giornata: ti senti come se portassi una cintura pesante a livello lombare. Probabilmente il tuo è un mal di schiena da cattive abitudini di vita, niente di più facile se passi ore intere alla scrivania, magari tenendo il dorso curvo o una spalla più alta dell’altra, e ti muovi poco.

Malposizioni e sedentarietà facilitano le contratture muscolari che alterano le curve fisiologiche della colonna e innescano il disturbo.



Rimedi:

Cerca un centro di fisioterapia per migliorare la postura: migliora la mobilità articolare e la scioltezza muscolare. Ok anche alla ginnastica mirata a rinforzare gli addominali (se sono tonici sostengono meglio la schiena).

Evita il fumo (riduce l’afflusso di sangue alla spina dorsale e l’elasticità polmonare), usa una sedia ergonomica e cerca di mantenere la colonna diritta, immaginando di avere un filo che dal centro della testa attraversa tutto il tuo corpo e ti solleva verso l’alto. se il dolore non passa di notte dormi su un fianco, piega le gambe verso il petto e sistema un cuscino tra le ginocchia (serve ad allentare la tensione dei muscoli dorsali).

La mattina, prima di alzarti, esegui questo esercizio dall’effetto antidolorifico: distesa sul dorso, porta le ginocchia al torace e afferrale con le mani; solleva la testa e le spalle, raggomitolati e dondola sulla schiena, con lentezza e senza raggiungere la soglia del dolore. Se non basta, programma un ciclo di massoterapia o di tecarterapia (da 35 a 80 € a seduta per entrambe): migliorano la circolazione, facilitando il rilassamento dei muscoli contratti.


Mal di Schiena dovuto ad Artrosi



E' artrosi se hai più di 50 anni e il dolore colpisce la parte più bassa della schiena limitando i tuoi movimenti, soprattutto quando cerchi di piegarti in avanti. Oppure, la zona che ti fa male è quella cervicale: fai fatica a ruotare la testa, ti sembra di avere una sabbiolina nel collo e l’indolenzimento si irradia anche alle spalle.

Di notte il dolore scompare: si ripresenta però la mattina, migliorando un po’ nelle ore successive. Il tuo è il classico mal di schiena da artrosi, legato all’invecchiamento della colonna: i dischi si deteriorano e assottigliano, restringendo il naturale spazio tra una vertebra e l’altra che così tendono a deformarsi “frizionando” l’una sull’altra. fai così:

attività fisica mirata (educazione posturale, stretching, Pilates, ginnastica in piscina riscaldata, per esempio, effettuate con un fisioterapista) per evitare che l’artrosi peggiori. No, invece, a lunghe camminate che stressano la colonna. In caso di artrosi cervicale, sì ai movimenti dolci, che puoi eseguire anche da sola: per esempio, disegna nell’aria i numeri da 0 a 9, usando la punta del naso come una matita.

È utile anche una doccia calda “curativa”: appoggia sulle spalle un piccolo asciugamano di spugna (permette al calore di distribuirsi meglio), apri il getto e indirizzalo sul collo, lasciando scorrere l’acqua della doccia per cinque minuti. se il dolore non passa Fai 2-3 sedute da un osteopata che, con manovre manuali molto soft, elimina eventuali blocchi articolari (costo di una seduta da 50 a 100 €). Oppure, effettua trattamenti con campi elettromagnetici che agiscono in profondità, migliorando l’irrorazione sanguigna: riducono l’infiammazione, attenuando il dolore (costo di una seduta: 40 €).

Chirurgia plastica ed estetica i medici a Napoli

Chi pensa che la chirurgia estetica sia qualcosa che nasce, vive e muore a Milano, o comunque nel ricco nord del paese, dove le classi medio-alte vanno di tanto in tanto dal chirurgo per un ritocchino, si sbaglia. Si, perché anche in altre città italiane le realtà professionali che operano sono di prima fascia, e non hanno nulla da invidiare alle più blasonate realtà europee e statunitensi, dove in molti, in realtà senza alcun tipo di motivo, finiscono per recarsi per l'intervento che hanno scelto.

Napoli abbiamo detto, una città che a dispetto della poca voglia di parlarne, sembra particolarmente affezionata alla chirurgia estetica, tanto da affollare senza soluzione di continuità gli studi dei migliori professionisti della città (e quindi del paese). Professionisti con curriculum davvero interessanti e che hanno svolto con costanza un lavoro d'avanguardia e di implementazione di procedure che, anche se spesso scoperte negli Stati Uniti, sono state poi perfezionate e propagate partendo proprio da Napoli, che svolge una sorta di ruolo di centro nevralgico per la chirurgia estetica d'avanguardia del nostro paese.

È il caso ad esempio dell'ipnosi clinica, praticata nello studio del Dott. Camillo D'Antonio, una procedura che permette al paziente di sottoporsi all'intervento con dosi minime di anestetico, riuscendo così ad abbandonare la struttura ospedaliera in netto anticipo rispetto a chi si sottopone a intervento con metodi tradizionali.

Un passo avanti fondamentale nel mondo della chirurgia estetica, che oltre che a permettere tempi di recupero più rapidi, consente anche di ridurre la necessità dell'anestesia, che oltre che a costringere il paziente al ricovero, crea anche problemi di allergie in tantissimi soggetti.

Procedure innovative che vedono proprio Napoli come loro centro d'elezione, e che spingono in tantissimi, anche dal ricco, opulento e sviluppato Nord Italia a visitare la nostra splendida città, dove tra un cornetto e un caffè, tra una pizza e una mozzarella operano anche realtà tecnologicamente e professionalmente avanzatissime, che nulla hanno da invidiare alle realtà di Roma e Milano. Nulla da invidiare, se non addirittura qualcosa da insegnare, e sono gli impeccabili curriculum a parlare.

Liposuzione

si tratta dell' intervento di chirurgia plastica legato alla medicina estetica più praticato al mondo. Viene eliminato l'adipe in eccesso localizzato su fianchi, addome, glutei, braccia, tramite l'utilizzo di cannule in acciaio inox che aspirano il grasso.

Lifting del viso

intevento chirurgico per ridare tono ad un volto stanco con qualche ruga di troppo. L'intervento prevede la tensione dei muscoli facciali e della pelle che viene tirata in alto "lift up" , ed ancorata con delle graffette dietro le orecchie.

Mastoplastica

intervento di aumento del seno tramite inserimento di protesi in soluzione salina o in silicone. La procedura è utilizzata per incrementare la taglia del seno ai fini estetici anche dopo un intervento di mastectomia.

Il dott. D'Antonio che opera a Napoli effettua anche interventi di lifting naturale del viso con acido ialuronico, polilattico e collagene. Si tratta in questo caso di procedure dall' effetto limitato nel tempo, i filler dermali utilizzati infatti si riassorbono in maniera naturale nel giro di 6-8 mesi.


Esercizi per rinforzare il quadricipite per eliminare i dolori alle ginocchia

I dolori alle ginocchia sono spesso legati a dei traumi che interessano questa delicatissima zona degli arti inferiori. Possono essere legati a dei traumi che hanno interessato il menisco, il crociato anteriore, laterale o posteriore, oppure dovuti ad una degenerazione della cartilagine.

Dopo un intervento chirurgico, ad esempio quello utilizzato con il prelievo del tendine rotuleo oppure gracile e semi tendinoso al crociato, ma anche in assenza di un'operazione, c'è bisogno di rinforzare il muscolo che ha il compito di sostenere il gran peso del nostro corpo ovvero il vasto mediale

Si tratta di quel muscolo che si trova nel quadricipite, nella parte interna ed è il responsabile anche dell'estensione della gamba e della stabilizzazione della rotula.
E' importantissimo rinforzarlo, altrimenti se poco tonico tutto il carico andrà a gravare sui ginocchi.

Gli esercizi che si possono fare in palestra sono quelli della Leg extension e della cosiddetta "pressa". Come forma riabilitativa per chi è stato operato al crociato si consiglia una leg extension "isometrica" ovvero fissare un peso e tenerlo in tensione a 30-40 gradi senza muovere il ginocchio. Stessa cosa per la pressa.

Ci sono invece una serie di esercizi che possono essere effettuati a casa per rinforzare il vasto mediale e far quindi diminuire i dolori. Vediamo quali sono.


Contrazione statica del quadricipite interno: stringere il muscolo nella parte anteriore della coscia spingendo il ginocchio verso il basso, sull'asciugamano arrotolato (figura 1). Mettete le dita sul vasto mediale obliquo per sentire il muscolo stringersi durante la contrazione. Tenere premuto per 5 secondi e ripetere 10 volte il più forte possibile senza dolore.


Contrazione quadricipite da sdraiati: questo esercizio si fa da sdraiati sulla schiena con un asciugamano arrotolato sotto il ginocchio (figura 2). Lentamente contrarre il ginocchio, per quanto possibile stringere la parte anteriore della coscia (quadricipite). Tenere premuto per 5 secondi e ripetere 10 volte il più forte possibile senza percepire dolore.



Contrazione statica del tendine:mettersi seduti con il ginocchio piegato a circa 45 gradi (figura 3). Premere il tallone sul pavimento stringendo la parte posteriore della coscia (muscoli posteriori della coscia). Tenere premuto per 5 secondi e ripetere 10 volte più forte possibile senza sentire dolore. 


Estensione del ginocchio in seduta: mettersi seduti con il ginocchio piegato e un elastico che fa resistenza legato intorno alla caviglia e alla sedia come mostrato (figura 4). Mantenere la schiena dritta e tenere in tensione il ginocchio contraendo il quadricipite per 15 secondi. Eseguire 3 serie da 10 ripetizioni senza dolore.


Femorale: iniziare questo esercizio sdraiato a pancia in giù, con una fascia di resistenza legata intorno alla caviglia come mostrato (figura 5). Lentamente piegare il ginocchio per rinforzare i bicipiti femorali. Eseguire 3 serie da 10 ripetizioni previste esercizio è senza dolore.



Squat con la palla: questo esercizio si fa in piedi con una palla all'altezza della schiena posta tra voi ed il muro con i piedi rivolti in avanti (figura 6). Lentamente eseguire uno squat, mantenendo la schiena dritta. Le ginocchia devono essere in linea con le dita dei piedi centrali e non devono andare avanti oltre le dita dei piedi. Eseguire 3 serie da 10 ripetizioni previste esercizio è senza dolore.
Se non avete una palla potete fare lo squat appoggiati al muro mantenendo le ginocchia piegate 90-120 gradi per 1 minuto.

Se il ginocchio continua ancora a farvi male consigliatevi con un fisioterapista, a Roma potete utilizzare le visite gratuite a questo indirizzo: http://www.fisioterapia-roma.net/

Liposcultura assistite a Radiofrequenza

La liposcultura a radiofrequenza assistitta, RFAL dall'inglese Radio-frequency Assisted Liposuction è una tecnologia utilizzata per rimuovere il grasso in eccesso localizzato in alcune parti del corpo, sia negli uomini che nelle donne. Si usano onde sonore ad una frequenza di 40000HZ che generano calore. Questa energia termica è in grado di "rompere" quegli adipociti responsabili dell accumulo di grasso che verranno poi aspirati.

Questa rottura porta alla disintegrazione dei trigliceridi che si trasformano in glicerolo e acidi grassi liberi.
Il funzionamento: è molto simile alla liposuzione ad ultrasuoni. Si pratica un piccolo foro sulla pelle, nella parte da trattare, in cui viene inserita una cannula in acciaio inox.

La cannula è dotata di emettitori di ultrasuoni che intervengono per distruggere le cellule adipose, raggiungendo allo stesso tempo la temperatura ottimale per la retrazione tissutale in ciascuna paziente.



La sonda esterna del macchinario monitora nel frattempo la temperatura per evitare un inutile ed eccessivo riscaldamento dei tessuti molli che devono essere modellati, e per assicurare la temperatura efficace ed ottimale per ottenere la retrazione tissutale in ogni paziente, nonostante le variabili individuali.

Grazie alla radiofrequenza possiamo far coagulare i vasi sanguigni e le terminazioni nervose superficiali. Ciò porta ad una riduzione di edemi ed ecchimosi post-operatori, dolore, ed altri effetti collaterali, grazie alla ridotta invasività dell' intervento, molto più "light" rispetto ad una procedura classica di liposuzione tumescente. A questo punto ha inizio la fase di aspirazione.

Il chirurgo utilizzerà le cannule per aspirare il grasso in eccesso tramite un macchinario.

La liposcultura assistita con la radiofrequenza viene effettuata in anestesia locale con una leggera sedazione e può essere utilizzata per trattare addome, cosce, schiena, braccia, polpacci, collo superiore e inferiore del viso, petto, glutei. Possono presentarsi in rari casi al termine dell' intervento lividi ed edemi che però si riassorbono in pochi giorni. I pazienti dovranno indossare una guaina compressiva nei 15-20 giorni successivi all’operazione.

Sono necessarie una serie di analisi preoperatorie per effettuare l'intervento: analisi del sangue, urine, lastra al torace. Non tutti i pazienti possono sottoporsi a liposcultura RF. Sconsigliata per i pazienti che soffrono di diabete, che hanno cardiopatie, sofferenti di vasculiti.

I prezzi: a Roma la liposcultura viene praticata in alcuni centri ad un prezzo compreso tra 3mila e 6mila euro, dipende dalle zone da trattare. A Milano, Torino e Brescia il costo sale un po' di più, dipende sempre dalla fama del professionista che la esegue.

Informazioni: sulle complicazioni della liposcultura potete fare riferimento a questo studio pubblicato sull'Indian Journal Plastic Surgery. Possibili complicanze: edemi, sieromi, infezioni, lassità cutanea, iperpigmentazione della pelle, necrosi cutanea.

Come contrastare l'alopecia con l'autotrapianto

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La calvizie è una patologia ormai molto diffusa tra uomini e donne e si presenta con la mancanza parziale o totale dei capelli. Le cause che possono comportare l’insorgere dell’alopecia sono diverse, ed esistono varie scale perla misurazione dell’entità e della estensione della calvizie, tra queste la scala Hamilton e la scala Norwood. 

 Si verifica un vero e proprio diradamento dei capelli che può essere più o meno veloce e vediamo che negli uomini si presenta nella zona fronto- temporale mentre nelle donne è distribuita su tutta la parte più alta della testa. Inoltre nell’uomo capita che ci sia un ampliamento del pelo diffuso per il corpo intanto che i capelli cadono.

Tale patologia negli uomini e può verificarsi già in giovane età mentre nelle donne ha luogo, solitamente, dopo la menopausa. Sono diverse le soluzioni da adottare per la cura calvizie, come ad esempio l’operazione chirurgica, cioè un autotrapianto di bulbi piliferi che quasi sempre da ottimi risultati. 

Con l’autotrapianto vengono impiegati i bulbi piliferi vigenti nella zona occipitale e parietale del cranio, i quali non sono soggetti alla riduzione del fusto del capello dato che sono più resistenti all’azione di ormoni androgeni. Sotto l'aspetto tecnico viene asportata una striscia di capelli che viene poi tagliata nuovamente in parti più piccole e sistemate nella zona di interesse, quella assoggettata a calvizie.
La tecnica FUE  (Follicular Unit Extraction) , inizialmente discussa, è ora adottata come pratica standard da molti chirurghi. Si estraggono sinogle unità follicolari dalla zona donatrice posta nella nuca. Nella tecnica FUT si estrae invece una piccola porzione di pelle del cuoio capelluto che contiene al suo interno i follicoli capillari che sono successivamente estratti manualmente e singolarmente.

Sotto il microscopio il lembo cutaneo viene quindi selezionato e le unità follicolari prelevate (contenenti 1-4 capelli) e unità multi-follicolari (contenenti 3-6 capelli ciascuno). La creazione di unità follicolari permette di usare aghi sottili, molto piccoli, ,,in modo da non rischiare di danneggiare i follicoli vicini causando un eccessivo danno vascolare. 

La FUT ha superato i limiti delle tecniche precedenti, tra cui il brutto "effetto bambola" e l'aumento del numero di candidati per l'autotrapianto dei capelli.

Il beneficio attribuito a questa tecnica è rappresentato da cicatrici meno visibili. E 'utilizzato soprattutto nelle forme più lievi di calvizie .

L’alopecia può essere agevolmente riconosciuta attraverso lo stress test il quale analizza la caduta causata dal tiraggio e per di più può essere realizzato il tricogramma e anche diversi test di laboratorio. Di certo l’intervento chirurgico non è la sola soluzione, di fatto sono diversi i farmaci che sarebbero capaci di aiutare i soggetti affetti da calvizie. Tali farmaci consentono di rendere più lento lo sfoltimento dei capelli e nei casi che reagiscono meglio alla terapia può perfino rovesciare il processo dell’alopecia. 

Tra i farmaci in maggior misura utilizzati e rilevanti c’è la finasteride, o il minoxidil adoperato ugualmente per la cura dell’ipertensione. Questi farmaci, utilizzatati sul bulbo pilifero, lo stimolano. L’utilizzo deve aumentare nel tempo e solamente in questo modo si possono riscontrare risultati positivi. Tra i probabili effetti collaterali ci sono l’ipotensione, pizzicore e arrossamento.